Osservatorio Nomos

Presentazione di Nomos. Riformare la Res Publica

Le riforme di cui l’Italia necessita, oltre le esitazioni della politica

Nel quadro dell’impegno generazionale, culturale, politico e civile che anima il progetto editoriale de Il Notturno, nasce Nomos, Osservatorio permanente dedicato all’analisi ed alla proposta in materia di riforme istituzionali e politiche pubbliche.


La scelta del nome ha un duplice significato, molto forte sotto il profilo simbolico. Partiamo dalla matrice più intuitiva. Il termine greco ‘nomos’ richiama l’idea della legge quale principio ordinatore della comunità politica, fondamento dell’equilibrio fra autorità, libertà e responsabilità pubblica. Non è perciò casuale accostarvi il concetto di ‘res publica’, che fa riferimento allo Stato, inteso non come mera entità astratta, ma come bene comune, patrimonio ed interesse collettivo. Una realtà nella quale dunque tutti siamo immersi e della quale dovremmo occuparci e preoccuparci.
Personalmente, ho voluto anche rendere omaggio alla lunga e prestigiosa tradizione portata avanti della rivista scientifica Nomos. Le attualità nel diritto, riferimento autorevole della dottrina costituzionalistica italiana, legata al magistero di insigni studiosi di fama mondiale.

Penso innanzitutto a Fulco Lanchester, professore emerito di Diritto costituzionale dell’Università di Roma La Sapienza (dove ha presieduto per un decennio la facoltà di Scienze Politiche ed ha fondato il Master di II livello in Istituzioni Parlamentari “Mario Galizia” per consulenti d’Assemblea, oggi diretto dal prof. Stefano Ceccanti). Tra i nomi più illustri, non si possono poi dimenticare Temistocle Martines, Gaetano Azzariti e Cesare Pinelli.
Il presente Osservatorio intende, con estrema umiltà, richiamarsi alla tradizione appena illustrata, ponendosi come luogo di approfondimento rigoroso e confronto alto, nel quale diritto, politica ed istituzioni si incontrino in una prospettiva di analisi scientifica, ma al tempo stesso orientata all’azione.
Parto senza alcun dubbio da un presupposto imprescindibile, irrinunciabile: il pieno rispetto dei valori fondamentali iscritti nella nostra Costituzione repubblicana, frutto dell’opera dei Padri Costituenti, il cui lavoro rappresenta la base della nostra democrazia. Un presupposto a tratti scontato, ma che ahimè necessita di essere affermato, a causa di deliranti polemiche di coloro i quali accostano chi vorrebbe apporre delle modifiche, anche minime, alla Carta, all’autore di un pericolosissimo sacrilegio.

Tuttavia, proprio nel solco della lezione impartita dagli stessi Costituenti e basandomi sulla modificabilità della Costituzione, ritengo che la sua vitalità non risieda nell’immobilismo, bensì nella capacità dell’ordinamento di adattarsi ai mutamenti storici e sociali, preservando i propri principi essenziali. La storia repubblicana offre esempi eloquenti in tal senso. Si pensi alla riforma del diritto di famiglia del 1975, che, in attuazione del principio costituzionale di uguaglianza, superò l’assetto previgente, nel quale marito e moglie non godevano di una piena parità giuridica, adeguando finalmente la disciplina dei rapporti familiari ai valori della modernità democratica e del rispetto della figura della donna.
In questa prospettiva, l’Osservatorio si propone di seguire con particolare attenzione le principali riforme oggi al centro del dibattito pubblico, dal premierato all’autonomia differenziata, sino alla legislazione elettorale, ma anche di estendere il proprio campo di analisi ai grandi settori dello Stato sociale: fisco, pensioni, sanità, scuola, università, lavoro e pubblica amministrazione. Nomos non nasce soltanto per commentare il presente, ma per concorrere ad orientarlo, assumendo un ruolo di proposta ed impulso nei confronti della classe politica.