Siamo “la nottola di Minerva” che si alza in volo quando il sole tramonta, mossi dallo stupore della decadenza

È nato IL NOTTURNO

La nostra missione: ASCOLTO, SPIRITUALITÀ, AZIONE COMUNITARIA

Come Georg Wilhelm Friedrich Hegel paragona la filosofia alla “nottola di Minerva” che si alza in volo quando il sole tramonta, anche noi, membri della redazione della nascente testata “Il Notturno”, intendiamo elevare i nostri spiriti e i nostri intelletti, sollevandoci da terra con il pensiero per guardare dall’alto la realtà che ci circonda.

Questo giornale nasce dallo stupore della decadenza. Proprio quando il nostro sole è tramontato, quando le cose non sono andate come avremmo voluto e come ci saremmo aspettati che andassero, abbiamo deciso di dare ardore alle nostre penne! Lo facciamo per raccontare tuttociò che della nostra terra continua a stupirci e, soprattutto,ciò che secondo il nostro punto di vista non riga dritto.

Perchè “il Notturno”? A questo punto è lapalissiano: la notte è il momento in cui la “nottola” vola, cioè è la circostanza temporale in cui si avvera l’ispezione fenomenologica di questa iniziativa editoriale che, con un campo visivo pari a trecentosessanta gradi, si prefigge di indagare tutti gli ambiti della vita giovanile in quella che è nella nostra amata regione, l’Abruzzo, e non solo.

Il Notturno è uno spazio-tempo dedicato alla riflessione, con occhio libero, lucido ed indipendente. Il titolo, non a caso, richiama una delle ultime opere del Vate: quella prosa lirica che compose mentre era ferito ad un occhio, in preda ai grigiori del suo animo tempestoso. Così come la figlia Renata si impegnò a redigere l’opera del “Notturno”, mettendo insieme le singole striscioline con le suggestioni del caro padre, anche io, come coordinatore, mi impegnerò ad unire le variegate voci di questo coro così da dar vita ad una coerente armonia di visioni, che, come spero, non conoscerà mai note stonate.

Come si vede in prima pagina, ci ispiriamo allo spirito e alla cifra di chi, con il suo “vivere inimitabile”, ha saputo trasformare la vita in azione. Il nostro giornale vuole avere una funzione sociale: non solo informare, ma anche ascoltare le persone e le istanze della società civile.

Dall’ASCOLTO delle esigenze sociali vogliamo passare, in senso comunitario, all’AZIONE, stimolando chi ha responsabilità ed ispirando noi stessi e tutta la generazione che ci leggerà, dando qua e là spunti di riflessioni e sproni concreti per migliorare la realtà che viviamo, quindi lanostra Nazione.

A qualcuno sembreremo filosofi, ad altri sognatori disillusi, ma vi assicuro che siamo uomini d’azione! E saremo soddisfatti del lavoro svolto da questa redazione solo quando anche a noi sarà permesso di sostenere: “Tutto fu ambìto e tutto fu tentato.Quel che non fu fatto io lo sognai e tanto era l’ardore che il sogno eguagliò l’atto”! (Maia, Laus Vitae)

Con queste parole, vi auguro buona lettura e vi presento la comunità degli autori de “Il Notturno”, che, come avrete capito, porterà avanti la propria missione di ASCOLTO reattivo, mossa da una forte SPIRITUALITÀ’ e dalla volontà di AZIONE all’interno della società in cui si svolgerà la nobile professione del giornalismo, anche coi venti contrari. Non resta che chiederci, come nella campagna di Fiume: “Si Deus pro nobis, quiscontra nos?” (“Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”